VISUALIZZAZIONE FINALIZZATA ALLO SPORT
La visualizzazione in questo senso si basa solo sulla capacità d’immaginazione di una determinata situazione e sulla sua ripetizione fino a farlo diventare un meccanismo naturale (una abitudine o, meglio, un Rituale). È una pratica che coinvolge ogni ambito della vita, ma il nostro intento, qui, è quello di concentrarci sulla sua utilità nello sport. L’atleta deve costruirsi un quadro mentale completo ricorrendo a tutti i sensi, non solo alla vista. Un’immagine interiore acquista vita non appena l’atleta coinvolge l’udito, l’odorato e l’olfatto, ma anche la propriocezione (o cinestesia, la capacità di percepire il proprio corpo nello spazio). L’obiettivo è quello di percepire, “sentire”, le contrazioni muscolari tipicamente percepite in quel dato movimento (per esempio la distensione del collo del piede, la contrazione dei glutei e l’attivazione dei trapezi nel finale di tirata, in movimenti di pesistica, snatch e clean&jerk).
L’esercizio di visualizzazione non è una formuletta magica che va eseguita una volta ogni tanto sperando che ciò ci faccia aumentare miracolosamente forza e resistenza e ci renda invincibili; è piuttosto una pratica da eseguire con costanza e pazienza, in luogo calmo ed isolato, al massimo della concentrazione, per allenare il cervello, dal punto di vista conscio ed inconscio, e ,di conseguenza, tutto il corpo a vedersi “già arrivati” alla situazione desiderata. Questa costante ripetizione (visualizzazione) porta a convinzione! Dato che il cervello non riesce a distinguere ciò che è reale da ciò che è vivamente e realisticamente immaginato [cerca studio da citare, a sostegno della tesi], il nostro corpo agirà (reagirà) di conseguenza e si metterà nelle condizioni ideali (attivazione neurale e muscolare) perché ciò avvenga nella realtà! Ed eccovi lì a completare il vostro massimale di Snatch,di Back Squat, a camminare in verticale o ad eseguire 10 ripetizioni di Muscle Up senza staccarvi dalla sbarra. Non sarà niente di nuovo, perché lo avrete già visto centinaia, migliaia di volte (per il vostro cervello lo avrete già FATTO) e ne guadagnerete in fiducia in voi stessi e nei vostri mezzi.
Lo so, non è facile credere a queste parole ed infatti non dovete semplicemente crederci, dovete metterle alla prova.
Un piccolo ragionamento-test per aiutarvi a prendere in considerazione la veridicità di quanto affermato sopra: vi è mai capitato di fare un incubo? Intendo di quelli spaventosi! Ahimè, a me sì, parecchie volte! Vi siete svegliati nel cuore della notte tutti sudati, con palpitazioni e le fauci secche quanto il deserto del Sahara?
Arrivo al punto: Il “pericolo” vissuto nel sogno era REALE? O piuttosto IMMAGINATO? E le vostre REAZIONI CORPOREE? Erano REALI?
Bene, il vostro corpo ha FISICAMENTE REAGITO a ciò che avete solo VIVIDAMENTE IMMAGINATO!!
Se anche voi avete provato qualcosa di simile, direi che può aver molto senso provarci!
Di seguito, elenco alcuni passaggi per una visualizzazione sportiva adeguata (in base a quella che è la mia esperienza personale)
• assumere una posizione comoda, chiudere gli occhi e respirare in modo calmo e regolare.
• immaginare di eseguire il movimento in ogni suo singolo gesto, passaggio dopo passaggio, fino al suo completamento
• richiamare il ricordo di una situazione vincente (ultima volta in cui si è eseguito perfettamente tale movimento, ultimo record personale stabilito, una gara precedentemente vinta) e rivivere intensamente il momento del successo, con tutti i sensi, in tutti i particolari e portare con sé questa sensazione fino al momento dell’esecuzione effettiva.
• Eseguire il proprio RITUALE preferito (e precedentemente allenato) che riporti il corpo a “capire” che si sta per eseguire quel determinato movimento ed a mettersi nelle condizioni ideali perché l’esecuzione avvenga con successo; consiglio di “affinare” il rituale praticandolo molto spesso in condizioni con alte probabilità di successo, così che il vostro cervello associ quello specifico gesto (rituale) al raggiungimento di quell’obiettivo specifico.
NB il rituale non deve essere per forza qualcosa di eclatante o spettacolare, anzi più semplice è e più facile sarà replicarlo, non è importante che se ne accorgano gli altri, l’importante è che ve ne accorgiate VOI (per esempio c’è chi si strofina il naso, chi sbatte le palpebre un determinato numero di volte, chi molleggia su una gamba sola e così via).
Il mio rituale prima di un gesto tecnico? Semplicemente passare entrambe le mani sulla maglietta all’altezza del petto e subito dopo sui pantaloncini all’altezza del quadricipite; è il mio modo per dirmi “Ehi Gabry, tieniti pronto! Si entra in scena!”
Trovate il vostro rituale!
E godete dei benefici della visualizzazione finalizzata allo sport.

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Visualizzazione Sportiva
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Visualizzazione Sportiva
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I benefici della visualizzazione nello sport
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