Questa pratica può realmente essere più importante persino di COSA mangi e QUANDO mangi.
Può suonare strano, in effetti se si mangiassero solo biscottini e dolcetti, la velocità con la quale li assumiamo diventa decisamente secondaria; tuttavia, lasciando da parte situazioni estreme di questo tipo, la pratica del “mangiare lentamente” può rivelarsi davvero la più potente nel portare a grossi miglioramenti fisici (sia in termini estetici che di salute).
Soprattutto per chi è agli inizi di un percorso di sana alimentazione, tale pratica è la più semplice ed efficace per cominciare, anche più di quali tipi di alimenti scegliere, in che porzioni e con che frequenza (tutti fattori comunque fondamentali, ovviamente); infatti mangiare lentamente dà benefici immediati a chi voglia perdere peso e/o mangiare meglio (ovvero, già subito dopo il primo pasto consumato lentamente).
Questo primo step dà motivazione ed energia extra e da lì si potrà lavorare sui dettagli.
Tuttavia, questa non è una pratica che ben si adatta solo ai “neofiti” del mangiar sano, ma è ottimale per chiunque; questo per svariati motivi:
Aiuta a mangiare di meno senza sentirsi “privati” di qualcosa
Ciò accade principalmente per due motivi:
– motivo fisiologico Ci vogliono circa 20 minuti perché i segnali di sazietà del tuo corpo entrino in azione. Mangiare lentamente dà al sistema il tempo di lavorare, permettendoti di percepire meglio quando ne hai avuto abbastanza;
– motivo psicologico: quando rallenti, e cerchi davvero di assaporare il tuo pasto, tendi a sentirti soddisfatto con meno e ti senti meno “privato”.
Riportando questa pratica in ogni pasto, si risparmierebbero molte calorie e, di conseguenza, sarebbe più facile mantenere un leggero deficit calorico.
Aiuta a vedersi e sentirsi meglio.
Hai regolari gonfiore, crampi o dolori di stomaco? Mangiare lentamente può contribuire a risolvere i loro problemi digestivi.
Perché la velocità di assunzione del cibo è importante?
Perché quando si divora un pasto in tempi record, si fanno morsi più grandi e si mastica meno.
Il tuo stomaco ha difficoltà a trasformare quei grossi pezzi di cibo in chimo (il mix di cibo parzialmente digerito, acido cloridrico, enzimi digestivi e acqua che passa dallo stomaco nel tuo intestino tenue).
Quando il cibo non è correttamente ripartito in chimo, può causare indigestione e altri problemi al tratto gastro-intestinale. Si rischia così di assorbire meno nutrienti, privandoci di vitamine e minerali preziosi.
Oltre a farti sentire a disagio, una digestione scadente può anche influenzare la tua mentalità.
Per esempio, se il tuo pasto ti lascia gonfio, appesantito e lento, puoi facilmente sentirti “fuori forma” e scoraggiarti, vanificando i tuoi sforzi. D’altra parte, rallentare e digerire correttamente il cibo può aiutare a sentirsi più “snelli” e leggeri.
Aiuta a riconoscere quando si ha realmente fame o si è sazi
Hai mai mangiato perché è una certa ora del giorno, anche se non sei particolarmente affamato?
O ti è mai capitato di pulire il piatto, anche se sei abbastanza sicuro che te ne pentirai?
Molti di noi mangiano quando non hanno fame, e continuano a mangiare quando sono sazi.
Mangiare lentamente può aiutare anche in questo caso. Con la pratica regolare, migliori la consapevolezza dell’appetito. Impari a riconoscere i segnali interni del tuo corpo (e, ancor più importante, a fidarti di essi).
Nel corso del tempo, questo ti porterà a mangiare quando avrai (veramente) fame ed a fermarti quando sarai pieno. Non perché qualche lo richieda qualche rigido piano alimentare, ma perché il tuo corpo te lo comunica con chiarezza.
Questa è la differenza tra essere “a dieta” e imparare ad “ascoltare il proprio corpo”; un’abilità preziosa che ti permetterà di fare scelte più sane per il resto della tua vita.
E questa rappresenta una trasformazione fisica duratura, ottenuta in modo semplice.
Aiuta ad interrompere gli schemi comportamentali che portano fuori strada
Se si lotta con le abbuffate, imparare a rallentare può aiutare.
Questo potrebbe sembrare strano, dal momento che un’abbuffata è costituita da una voglia schiacciante di consumare più cibo possibile, il più velocemente possibile.
Tuttavia, le abilità che si sviluppano con la pratica del mangiare lentamente possono aiutare a mitigare il danno ed a costruire la resilienza nel tempo.
Ecco come: quando ti trovi nella morsa di un’abbuffata, rallenta non appena ti rendi conto di quello che sta succedendo.
Pausa. Respira. Il cibo ti aspetterà, non scapperà. Anche solo un respiro tra un morso e l’altro ti aiuterà.
Potresti non riuscire a smettere di mangiare subito, e va bene così. Quanto mangi non è importante quanto tornare in uno stato d’animo più riflessivo.
Con questa tecnica puoi ritrovare un senso di controllo; e più lo pratichi, più efficace sarà.
Se continui a rallentare, anche durante i tuoi momenti più difficili:
– diventerai più consapevole del perché ti stai abbuffando;
– probabilmente mangerai meno e ti fermerai prima;
– ti sentirai meno in preda al panico e meno impotente;
– sarai in grado di controllarti in modo più efficace, e tornare in “consapevole” più velocemente.
Nel tempo, questo ti aiuterà a normalizzare la tua alimentazione, migliorare la tua salute fisica e psicologica e migliorare la composizione corporea (o aiutarti a mantenere una composizione corporea sana più facilmente, senza cicli di compensazione delle restrizioni).
Apprendi una pratica che puoi usare in qualsiasi momento, ovunque.
Non sempre abbiamo il controllo su quali alimenti sono a nostra disposizione. Ma abbiamo sempre il controllo su quanto velocemente mastichiamo e inghiottiamo.
Non richiede piani di pasto specializzati o un particolare bilanciamento dei macronutrienti.
Non importa cosa sta succedendo nella tua vita, o cosa c’è nel tuo piatto, puoi esercitarti a mangiare lentamente.